venerdì 28 marzo 2014

Renzi convince anche Obama

Dopo aver incontrato il Papa e Giorgio Napolitano, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha incontrato anche il Presidente del Consiglio Italiano Matteo Renzi. Il discepolo ha avuto finalmente l’occasione di incontrare il maestro, e per discepolo non intendo solo Renzi, ma più in generale l’intera ala della sinistra democratica italiana, dal 2007 raccolta sotto il nome di “Partito Democratico”. Già dalla vittoria alle elezioni presidenziali americane del 2008 il personaggio Obama si era guadagnato la stima dei militanti democratici, con tanto di Obama Night al tempio di Adriano (piazza di Pietra), con la “notte della grande scelta” alla quale partecipò tutta la nomenclatura ex Pci, Pds, Margherita, ovvero il segretario del Pd, Walter Veltroni, il vicesegretario Dario Franceschini, i ministri ombra e i dirigenti del partito. Anche nella giornata di oggi è stato fatto un riferimento al passato, da parte di Matteo Renzi, che ha affermato: “Lo ‘Yes we can’ vale anche per noi oggi”. Battuta infelice per il segretario dei democratici, visto che lo slogan fu già riusato dallo stesso Veltroni per le elezioni del 2008, con il risultato che tutti noi sappiamo. “Tutti i giornalisti italiani sanno che Obama non solo è il presidente Usa: per me e la mia squadra è fonte di ispirazione” ha continuato Renzi, aggiungendo anche che “‘L’Europa ha bisogna di crescita e occupazione”. E questo è il punto forte della politica di Renzi, che sta cercando in tutti i modi di non far vincere alle prossime elezioni europee i partiti populisti anche forzando la mano in Europa. Oggi è arrivato dunque anche l’endorsment di Obama, che oltre ad essere contento dell’energia che ha l’ex sindaco di Firenze, sta anche appoggiando la sua lotta contro l’austerity. Infatti il Presidente degli States, da bravo americano figlio del New Deal, ha dichiarato “Il dibattito fra crescita e austerity è sterile: le finanze pubbliche devono essere in ordine ma più si cresce e più i conti sono in ordine”. Renzi durante la giornata si lascia anche a frasi sentimentalistiche e nostalgiche: “I nostri nonni hanno combattuto per l’Europa, gli Usa hanno combattuto per salvare la democrazia in Europa. Mia mamma piangeva davanti alle immagini del crollo del muro di Berlino. Serve un percorso di unificazione dell’Europa in cui l’Europa sia terra di cooperazione ma anche di crescita e occupazione”. Obama dà dunque il suo ok all’operato di Renzi, dando anche il suo appoggio sulla questione dei marò, questione molto importante, che sembra non prendere una decisiva strada verso la risoluzione. Questa visita è stata anche l’occasione per Obama di riaffermare la disponibilità degli USA a vendere il gas all’Europa, sostituendosi alla Russia eterno nemico, ora più che mai anche nel commercio. Il presidente ha avuto da ridire sulla spending review non solo Italiana, ma più in generale anche europea: “Riconosco che in Europa ci sono opportunità per maggiore efficienza e rendimento nel settore militare, ma c’è un certo impegno irriducibile che i Paesi devono avere se vogliono essere seri nell’alleanza Nato e nella Difesa”. Dunque sembrerebbe una bocciatura anche ai tagli voluti dalla Difesa, soprattutto agli F35. Una giornata intensa chiusa nel modo più americano possibile, il giro nel Colosseo, una visita che ha paralizzato la città con la guida del Ministro della Cultura Dario Franceschini. Il Colosseo lo ha incantato, tanto da fargli esclamare “Eccezionale, incredibile… è più grande di alcuni degli attuali stadi di baseball!”. E per un americano dire una frase del genere è qualcosa che va oltre il semplice complimento. Nonostante tutto la visita di Obama a Roma è stata una visita fondamentale per il cammino che vuole intraprendere l’Italia come protagonista europea e non solo, come vuole il premier Renzi. Premier Renzi che dopo aver incantato molti italiani, dopo aver incantato i partner europei, sembra aver incantato anche Obama. Che sia un predestinato? 

Federico Sconocchia Pisoni – @fedescony

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