mercoledì 5 marzo 2014

Con Renzi la cultura va di moda

Quanto tempo è passato dalla storica frase di Tremonti: “Con la cultura non si mangia”?
E quanto tempo è passato dall’ultima volta che un governo ha messo al centro della propria politica la cultura?
Renzi, da sindaco quale è, ha indirizzato le prime azioni di governo verso la rivalutazione della scuola. Ma perché Renzi ha così a cuore la scuola italiana? Soltanto perché ha una moglie che fa l’insegnante? No, non credo, vuol dire poco, anche Profumo (per chi se lo fosse scordato ministro dell’Istruzione del governo Monti) aveva la moglie professoressa liceale,  ma non ha fatto mai nulla per cambiare la situazione.
Renzi, figlio della sua generazione, generazione che ha vissuto l’accrescersi del disfacimento culturale (ad opera, mi è d’obbligo dirlo, di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni commerciali), è cresciuto in una società in cui la parte più anziana, legata ancora alla divisione politica della guerra fredda, teneva la cultura come risorsa preziosa, come cibo pregiato, da non far assaggiare ai “profani”, e dall'altra parte c’era una società, quella dei giovani, che paga del benessere economico e dell’avanzare imperante delle tecnologie, sostanzialmente non si curava della cultura, contribuendo alla creazione del disfacimento socio-culturale attuale.
E non poteva iniziare meglio questa “campagna” per la sensibilizzazione alla cultura: “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino trionfa nella notte degli Oscar, aggiudicandosi il premio di “miglior film straniero”.
Immediate le congratulazioni del ministro Franceschini attraverso i tweet.


Già, Pompei. Che fine farà la nostra amata Pompei? Anche se ultimamente sembra che i nostri patrimoni culturali siano più amati all’estero che in patria. A tal proposito vorrei ricordare la vicenda legata alla “tomba del gladiatore”, che scoperta nel 2008, appena quattro anni dopo l’intero sito rischiava di dover essere interrato per la mancanza di fondi. Per far finire la vicenda a lieto fine è dovuto intervenire dagli States Russel Crowe.
Tornando a Pompei, una lenta agonia la sta portando al disfacimento. Giorno dopo giorno cascano piccoli pezzi di muro, mattoni, edifici interi. Franceschini sembra avere tutte le intenzioni migliore per rimediare subito alla situazione, ed ha convocato una riunione di emergenza dopo l’ultimo crollo. Sul sito del Ministero dei Beni Culturali sono apparsi nove punti da attuare. Tra i più significativi spunta l’utilizzo di 2 milioni di euro per la ricostruzione, accelerare la nomina del nuovo soprintendente prof. Massimo Osanna e la sollecita definizione di una convenzione tra Mibact (ministero dei Beni Culturali) e Finmeccanica per fornire servizi e tecnologie sperimentali di rilevamento satellitare volti a prevenire il rischio idrogeologico.
Renzi sembra aver preso molto seriamente a cuore la situazione delle scuole, tanto da spingerlo a promettere fondi pari a 2 miliardi di euro, e a viaggiare per le scuole Italiane per testare la situazione (un atteggiamento molto americano).
Insomma, con Matteo Renzi la cultura va di moda. E speriamo che torni davvero a fare tendenza.


Federico Sconocchia Pisoni - @fedescony

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