Con questo post rischierò di subire attacchi frontali da parte di molti internauti. Verrò tacciato di rosicamento, di non saper fare analisi, di non accettare mai nessuna sconfitta. Ma se c'è una cosa di cui voglio andare fiero è che non ho paura di essere frainteso. Potrò sbagliare, questo è certo, ma non ho paura di essere male interpretato. Se ciò accadrà, non sarà colpa mia, io scriverò il più chiaramente possibile.
Io, fossi grillino, non esulterei più di tanto. E' vero che ormai si impongono come forza di governo, ma non c'è da far festa. Se è vero che la sinistra è da sempre propensa ad accettare le sconfitte piuttosto che le vittorie, non godendosi nemmeno quelle rare volte in cui accadono, lo stesso però dovrebbe fare in parte il M5S. Soprattutto alla luce del risultato di Roma, che mi dispiace doverlo affermare con forza, per me ha tutta l'aria di essere un semplice voto di protesta. No, che dico protesta, cambiamento.
Cambiamento, perché i romani si erano stancati delle solite vecchie promesse delle precedenti forze politiche. Cambiamento, perché come si poteva dare ancora una volta fiducia ad un Partito che ha dimesso il suo stesso sindaco? Cambiamento, perché la situazione è disastrosa, perché è meglio a questo punto provarne una nuova. Quante persone ho sentito in questi giorni che mi hanno detto (o scritto su Facebook): io t'ho votato, mo vedi di fare bene?
Io non ci credo che Virginia Raggi sia stata scelta per il programma. Io non ci credo, perché ai romani del programma di Virginia Raggi è arrivata solo la funivia a Casalotti, i pannolini ed il baratto. E' arrivato il 'no' alle Olimpiadi e il mezzo 'no' allo stadio della Roma, cose che, checché se ne dica, non spostano l'ago della bilancia da una parte all'altra.
Da Ottobre si sapeva che la Raggi, o chi per lei, avrebbe vinto. Era palese e chiaro, così prevedibile che il PD ha messo in campo una serie di personaggi perlopiù sconosciuti o sicuramente di poca presa. Per quanto Giachetti sia una brava persona e in mia opinione un buon politico, non potrà certo mai essere elogiato per il suo carisma. Una campagna elettorale così sottotono, con così tanti errori di comunicazione, io non l'ho mai vista. O almeno, molto raramente.
Quindi non mi venite a dire che ha vinto la Raggi. Ha vinto il Movimento Cinque Stelle, ma solo perché le alternative erano già bruciate. Ha vinto laddove gli altri hanno fallito, e la vera resa dei conti si avrà fra cinque anni, o forse prima, quando vedremo cosa avranno saputo fare loro al governo. O meglio: quanto bene saranno stati capaci di vendere il loro operato ai cittadini italiani.
Se si fossero presentate alternative più credibili le cose sarebbero andate molto diversamente. Non è convinzione per le idee del movimento, ma solo mera constatazione che, avendone provati tanti, tanto vale tentare pure con questi. Ed è assurdo come le menti degli altri partiti (PD in primis) non abbiano capito fin da subito questo humus, su cui si muove il M5S. Un partito che non ha sezioni, si basa sulla virtualità, emette proclami, non ha neanche una vera base giovanile organizzata. Già solo averli attaccati sul fatto che non facciano alleanze fa molto pensare, e fa il loro gioco. E' sui contenuti che bisogna, per chi vuole, vincerli. Sul click baiting che porta soldi al blog di Grillo, sulla finta democrazia partecipata fatta per pochi iscritti, anche se già di per sé l'idea della democrazia diretta per me è una boiata pazzesca e confusionaria.
Io, da cittadino romano, come potrei tifare contro il bene della mia città, la più bella del mondo? Io spero che la Raggi faccia bene, ma per una serie di motivi temo questo non accadrà. Che Dio ce la mandi buona.
@FedeScony
Pensieri e parole di un grande blogger italiano. In futuro. Forse. Blogger?
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martedì 21 giugno 2016
lunedì 16 maggio 2016
Lettera Aperta al Movimento Cinque Stelle
Lettera aperta al Movimento Cinque Stelle.
Caro Movimento Cinque Stelle,
a fare un passo indietro non ci rimette nessuno. Mi spiego. Vi siete fatti portatori del più becero giustizialismo, quello che fu di Di Pietro e che venne portato avanti da giornalisti del calibro di Marco Travaglio. Al di là della questione in sé (e tralasciando quell'area da loggia massonica che si aggira intorno al misterioso "Staff di Beppe Grillo", che viene sempre più somigliando ad una multinazionale della politica), il discorso finisce sempre lì: giustizialisti o garantisti?
a fare un passo indietro non ci rimette nessuno. Mi spiego. Vi siete fatti portatori del più becero giustizialismo, quello che fu di Di Pietro e che venne portato avanti da giornalisti del calibro di Marco Travaglio. Al di là della questione in sé (e tralasciando quell'area da loggia massonica che si aggira intorno al misterioso "Staff di Beppe Grillo", che viene sempre più somigliando ad una multinazionale della politica), il discorso finisce sempre lì: giustizialisti o garantisti?
No perché mettiamoci d'accordo, ora Pizzarotti è sostato sospeso per un avviso di garanzia, ma solo ieri la candidata sindaco per Roma Capitale Virginia Raggi, parafrasando un concetto berlusconiano, affermava: "Gli avvisi di garanzia vengono usati contro di noi come manganelli".
Ora, poniamo il caso che, come ogni amministratore che si rispetti, il buon Federico Pizzarotti in realtà ne esca innocente. Questo può darsi non accada, ma può darsi anche di sì. Ebbene, in questo caso, se lui fosse rimasto fedele ai principi del partito e si fosse dimesso, avrebbe perso anni preziosi per potere cambiare la città che amministra.
E questo perché nel vostro Movimento, di contraddizioni con la Costituzione e con la forma di vita democratico-repubbicana, ce ne sono, eccome! Partendo dalla presunta e costituzionalmente errata (nonché dal mio punto di vista fallace) esaltazione della democrazia diretta, si arriva dritti dritti ad un punto cruciale della vita democratica di un paese, ovvero la divisione fra potere politico e giudiziario.
Purtroppo il nostro paese, e la nostra gente (che spesso non brilla per intelligenza politica e non riesce a distinguere e barcamenarsi nel caos politico) ha ancora in mente gli scontri nel ventennio berlusconiano. Ma il tutto è, felicemente (?), rientrato secondo i piano previsti dalla Costituzione (un caso su tutti, la bocciatura del Lodo Alfano). Ma quello che è certo è che sì, un avviso di garanzia non può significare caduta di un'amministrazione.
Il lavoro va fatto prima, cosa che nel vostro movimento non accade, non essendo possibile esserci una pre-selezione dei candidati. E no, inutile crogiolarsi né nelle disavventure altrui (altri partiti non brillano certo per trasparenza ed onestà talvolta) né nel voto del "popolo", che non ha la capacità di fare una pre-selezione di candidati, non essendo tutti giuristi o giornalisti d'inchiesta.
Insomma, caro Movimento Cinque Stelle, a cambiare non ci vuole niente, ed ad essere un po' più coerenti con la realtà e la Carta fondamentale. Ma so che in realtà un problema c'è: cadrebbe l'unica (e secondo me stupida ed inutile) "differenza" con gli altri. La gente si chiederebbe perché mai votare un partito uguale agli altri?
E allora divertitevi a combattere ed eliminare anni di lavoro nelle amministrazioni comunali per un avviso di garanzia, che probabilmente, alla fine si rivelerà una normale regola di procedura.
Con affetto,
un cretino
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venerdì 9 ottobre 2015
Lo schifoso attacco contro Marino: come quando e perché è caduto.
Quello che è accaduto e sta accadendo al Sindaco di Roma
Ignazio Marino, dal mio punto di vista, è vergognoso. Oltre allo schifoso
attacco mediatico perpetrato nei suoi confronti dalla stragrande maggioranza
dei media italiani, è stupefacente come si stia indirizzando l’opinione
pubblica verso la menzogna. Ogni presunto scandalo di Ignazio Marino è stato
categoricamente e con le prove smentito dai fatti, compreso quello sul viaggio
in America, dove nella jihad anti-Marino non è stato risparmiato neanche il
Santo Padre. Ora è arrivato il momento degli scontrini, e si sta facendo
passare il messaggio che Marino, senza ombra di dubbio, abbia frodato la
cittadinanza e abbia mangiato a spese dei contribuenti romani. Fatto salvo che
quando era Alemanno ad essere accusato di fare cose del genere nessun giornale
nazionale ci si era accanito così morbosamente (ma avrò modo più avanti di
parlare del ruolo purtroppo fondamentale che ha avuto il PD nell’intera
vicenda), trovo semplicemente assurdo che si accusi un uomo di un reato,
dandolo per oggettivo senza arrivare a sentenza. Si sa che in questo paese
siamo pronti a mettere sulla forca chiunque, spesso per sfogarsi dei propri
problemi personali, senza ascoltare nessuno e senza aspettare. Pur di andare contro il primo cittadino,
testate nazionali come Repubblica hanno dato retta alle parole di un oste
romano (memoria d’elefante, così bravo che si era ricordato di cose accadute
due anni prima – ma tutto può accadere), mentre il Corriere della Sera ed altri
hanno riportato le smentite “ufficiali” da parte di tutti i presunti ospiti di
Marino. A destare attenzione è stata la decisione da parte dell’ex chirurgo di ‘regalare’,
per altri ‘restituire’ alla città i 20.000 euro di spese per rappresentanza
(che hanno fruttato almeno 2 milioni per restaurare monumenti romani). Una
mossa politicamente sbagliata, su questo non c’è dubbio, ma anche di ciò ne
parlerò più avanti.
Detto questo, persino molti dei mariniani (pur non
rinnegandolo) si sono convinti del fatto che sì, ha rubato, ma ha rubato ‘poco’.
Se ciò fosse confermato dalla giustizia, infatti Marino avrebbe ‘rubato’ solo
poche centinaia di euro. La procura indaga, ma un risultato, ovviamente, ancora
non è uscito fuori. Tutti però sono già pronti col fucile spianato contro
Marino, lo erano quando fu il momento di Berlusconi (che in effetti è stato poi
condannato, e porta con sé una situazione imparagonabile con quella di Marino),
e lo fanno a maggior ragione adesso. In uno stato di diritto un uomo è
innocente fino a prova contraria, ma non per i giustizialisti, che pretendono
che la politica sia fatta da marziani- non umani (toh guarda un po’ il caso, ho
detto ‘marziano’) e che quindi non si debba arrivare a sentenza (ogni accusa
diventa reale se supportata da misere prove secondo costoro). Dunque per
concludere: aspettare no? No, perché è più comodo assecondare la pancia e
sottomettere il cervello, la giornata è troppo impegnativa, non possiamo
metterlo k.o.
Durante queste prime righe ho spesso ‘rimandato’ a dopo.
Ecco il ‘dopo’. Avrei un paio di cose da dire sul Partito Democratico, che
ancora una volta si è dimostrato essere un’accozzaglia di interessi non
coerenti fra di loro. Un partito che lascia per strada un proprio iscritto,
ex-senatore e sindaco della capitale d’Italia non è degno di essere chiamato
tale. L’attacco dei media è stato possibile per questo motivo: nessuno
difendeva Marino, neanche i suoi. Eppure di modi ce n’erano, eccome, ma non
conveniva. E’ ovvio che le opposizioni cerchino in tutti i modi di
delegittimare un proprio avversario politico, come biasimarli, ma quando i
proiettili vengono dai tuoi stessi amici, allora c’è poco da fare. Perché
durante il caso De Luca l’intellighenzia del partito si è mossa (giustamente)
in modo repentino per fermare tutto, mentre per Marino questo non è mai
accaduto? Fa pensare, perché il caso De Luca era, ed è, più grave rispetto
a quello del sindaco di Roma. Nessuno si è mosso per ricordare tutto quello che
stava facendo Marino per la capitale (l’elenco esaustivo e completo verrà messo
alla fine dell’articolo). Per concludere: nel Partito Democratico non ci si
dimette per cose ben più gravi, Marino per due scontrini è costretto a lasciare
un lavoro faticoso interrotto a metà.
Ignazio Marino non è un buon politico. Non è certamente un
Frank Underwood, non è certamente un Matteo Renzi. Dal mio punto di vista è un
ottimo amministratore, con delle idee chiare che possono non essere accettate
da tutti (ma Marino è stato votato ed eletto dopo due votazioni appena due anni
fa). Se è vero che l’immagine conta, è anche vero che la politica del secolo
scorso non ha più senso di esistere, almeno a livello locale. Ma se Marino non
si è mosso bene politicamente, devo dire che neanche le opposizioni si sono
mosse alla perfezione. Il Movimento Cinque Stelle è per sua natura
anti-istituzionale, anti-sistema. Marino anche è stato sempre considerato un ‘marziano’,
e a suo modo un ‘anti-sistema’ (uno che si mette contro Manlio Cerroni, padrone
assoluto della mondezza romana da cinquanta anni, che combatte l’abusivismo e
tocca privilegi non può che essere definito tale – oltre che cittadino onesto).
Bastava solo che Marino si mettesse in modo netto e preciso (non lo ha fatto,
altro errore) contro la dirigenza PD e sarebbe passato quasi da eroe. Non lo ha
fatto, ma neanche i cinque stelle hanno mai voluto portare dalla loro un
personaggio che avrebbe fatto molto comodo. Si sono comportati allo stesso identico
modo del Partito Democratico (e non è certo un complimento, soprattutto fatto a
loro), per pure “interesse bottegaio” di puntare alla poltrona capitolina
(parole non mie, ma di un sostenitore pentastellato).
Marino non è mai stato apprezzato perché “non simpatico”,
perché “genovese”, perché “testardo” (ed io aggiungo "senza potere territoriale", ma temo di andare incontro a qualcosa di pericoloso). Quando ad essere simpatici si vincevano
le elezioni governando male, le cose non stavano bene, mentre adesso è
diventato un elemento imprescindibile ed essenziale per andare avanti e poter
amministrare una città. Preferisco un antipatico amministratore che un
simpatico politico. Per fortuna dalla mia ci sono anche il sindaco di New York e quello di Parigi.
Cosa aggiungere? Nient’altro. Ai posteri l’ardua sentenza, e
ci sarà da avere rimpianti. Molti.
(Tanto per rispondere a chi, mascherando il puro intento denigratorio nei confronti di Marino, alla fine di ogni dibattito sul sindaco, come ultimo argomento sfodera il: "Ma non ha fatto niente per Roma")
P.S: ringrazio il gruppo "Io sto col sindaco Marino" per l'aiuto che mi hanno dato in queste settimane, fra elenchi e supporto morale.
1) ha chiamato la Guardia di Finanza il primo giorno che si è insediato [http://www.ilmessaggero.it/…/mafia_ca…/notizie/1397801.shtml
- sua dichiarazione mai smentita da nessuno]P.S: ringrazio il gruppo "Io sto col sindaco Marino" per l'aiuto che mi hanno dato in queste settimane, fra elenchi e supporto morale.
2) ha risparmiato 120 milioni ogni anno solamente confrontando le spese allegre del comune con i prezzi di mercato come, per esempio, pagare 4800€ ogni pc ai soliti noti [http://www.ilfattoquotidiano.it/…/roma-capitale-pi…/1051639/]
3) ha portato e continua a portare al Procuratore Pignatone tutta la documentazione in possesso dell’Amministrazione comunale consentendo così di dare una svolta importante alle indagini di Mafia Capitale.
4) ha chiuso Malagrotta dopo 30 anni evitando così pesantissime sanzioni dall'Europa e tornando ad accedere nuovamente ai fondi europei [https://it.wikipedia.org/wiki/Malagrotta]
5) Ha indetto un bando internazionale per la raccolta rifiuti portando ad oggi la differenziata al 43% (prima non esisteva) [http://www.adnkronos.com/…/roma-ama-volta-pagina-via-prima-…]
6) ha riaperto i cantieri della metro C, nel 2013 la talpa era ferma, in 2 anni ha 21 fermate in più [http://roma.repubblica.it/…/2…/06/29/news/metro_c-117927398/]
7) ha identificato un nuovo centro per i rifiuti, a settembre apre Rocca Cencia per la trasformazione dell'umido a impatto zero e senza odori [http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr…]
8) ha messo a capo dei vigli un poliziotto facendo infuriare quella lobby potentissima dei vigili, gli ha tolto i privilegi, li ha denunciati il 31/12 e ha messo la turnazione dei dirigenti comunali. [http://www.ilmessaggero.it/…/vigili_ro…/notizie/337856.shtml]
9) ha cacciato l'AD di AMA poi arrestato con Mafia Capitale [http://www.ecoreport.tv/marino-infuriato-annuncia-nuovi-ve…/]
10) ha cacciato in ATAC tutti gli assunti da Alemanno imbucati in ufficio e li ha mandati a fare i controllori [[http://www.dagospia.com/…/conto-parentopoli-alemanno-marino…]
11) ha messo un magistrato alla trasparenza [https://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr…]
12) ha mandato le ruspe a Ostia liberando gli accessi al mare dove da anni TUTTI facevano finta di non sapere che comandava la mafia degli Spada e dei Fasciani [http://roma.corriere.it/…/mafia-capitale-ostia-ruspe-abbatt…]
13) ha, in soli 6 mesi portato all 90% il raddoppio della Prenestina (in 6 ANNI avevano realizzato solo il 40%) [http://roma.corriere.it/…/via-prenestina-bis-marino-prima-l…]
14) ha pedonalizzato i fori e il tridente.[vuoi davvero la fonte di questa notizia?]
15) ha eliminato i camion bar dal centro storico restituendo Roma al suo fascino naturale. [e di questa?]
16) ha valorizzato i fori con le luci del premio Oscar Vincenzo Storaro e gli spettacoli multimediali di Piero Angela e Paco Lanciano in attivo già dal primo anno. [http://roma.repubblica.it/…/si_accendono_i_fori_e_la_luce_…/] [http://www.romatoday.it/…/fori-imperiali-piero-angelo-foro-…]
17) ha riportato in attivo il teatro dell'opera [http://www.ilmessaggero.it/…/teatro_de…/notizie/823637.shtml]
18) ha portato ingenti investimenti nella cultura anche da parte dei privati. [http://www.artribune.com/…/ignazio-marino-e-i-mecenati-ame…/]
19) ha fatto rimuovere migliaia di cartelloni abusivi e ha vietato le pubblicità a sfondo sessista. [http://www.romatoday.it/…/piano-regolatore-cartelloni-sinda…] [http://www.lettera43.it/…/roma-marino-stop-alle-pubblicita-…]
20) Sta pagando circa un miliardo di debiti che si è ritrovato appena insediato.
21) ha fatto il bilancio di previsione a inizio anno e non alla fine o addirittura l'anno successivo come avveniva in precedenza. [http://www.huffingtonpost.it/…/rimpasto-giunta-marino-lasci…]
22) ha stabilito nuove regole più stringenti per il bando degli appalti e l'affidamento di lavori pubblici. [http://www.ansa.it/…/mafia-roma-incontro-marino-cantone_683…]
23) ha portato alla riduzione del tempo di apertura degli sportelli della metro, riducendo così il numero di ingressi senza biglietto. [http://roma.corriere.it/…/marino-sull-atac-prima-pensare-au…]
24) ha sperimentato (sulla linea B1) la timbratura del biglietto in uscita dalla metro come ulteriore incentivo a timbrarlo. [http://www.ilmessaggero.it/…/metro_rom…/notizie/469779.shtml]
25) ha comprato nuovi cassonetti della spazzatura, che quelli che abbiamo ora sono in leasing a un prezzo astronomico. [http://www.ansa.it/…/giubileoin-arrivo-10mila-cesti-rifiuti…]
26) ha sostituito l'illuminazione della città con le lampadine al LED [http://illuminazione-luce-led.it/roma-sceglie-il-ledsarann…/]
27) ha previsto per l'estate il rifacimento delle principali arterie stradali. [fatti un giro OVUNQUE e vedrai lavori]
28) ha finanziato il progetto per la realizzazione del GRAB (poi bloccato dall'ultimo assessore Esposito) [http://www.lapresse.it/…/roma-marino-premio-a-progetto-grab…]
29) ha ristrutturato tutta una serie di monumenti (Colosseo, Fontana di Trevi, Barcaccia, Piazza 4 Fontane, ecc.). [fonte anche qui o ogni tanto vai al centro?]
30) ha varato un nuovo piano per i ripetitori con lo scopo di ridurre l'inquinamento da elettrosmog. [http://www.cinquequotidiano.it/…/comune-roma-si-al-regolam…/]
31) creato per la prima volta il registro unioni civili, trascrizione matrimoni tra persone omosessuali contratti all'estero, progetti contro il bullismo omofobico. [questa la saprai già, spero]
32) ha finalmente varato un nuovo PGTU. [http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr…] [se non sai cosa è, te lo cerchi]
33) ha messo 300 spazzini in più nelle strade [http://www.askanews.it/…/roma-pulita-arrivano-300-spazzini-…]
34) ha messo il gps alle spazzatrici (Prima non avevano nemmeno un percorso stabilito da percorrere) [http://www.amaroma.it/…/3255-al-via-tracciamento-veicoli-pe…]
35) ha indetto una gara europea trasparente mettendo 1000 nuovi appartamenti a disposizione dell'assistenza alloggiativa temporanea [http://www.amaroma.it/…/3255-al-via-tracciamento-veicoli-pe…]
36) ha cancellato 20 milioni di potenziali metri cubi di cemento per 160 proposte di nuove urbanizzazioni che si sarebbero riversati su 2300 ettari di Agro romano. [http://roma.fanpage.it/terre-pubbliche-ai-giovani-agricolt…/]
37) ha cancellato altri 5 milioni di metri cubi di cemento, all’Ex Snia, al Casilino [https://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr…]
38) ha revocato la delibera sulla valorizzazione delle caserme e ridotto i volumi in altre delibere come quella della ex fiera, da 93 mila mq a 67.500 mq. [http://roma.repubblica.it/…/dalla_difesa_al_comune_in_arri…/]
39) ha individuato 743 occupanti di case pubbliche sprovvisti dei titoli per abitarle perché occupanti abusivi, oppure proprietari di immobili o con redditi superiori ai limiti. [http://roma.fanpage.it/case-popolari-individuati-743-inqui…/]
BONUS: http://www.ignaziomarino.it/valutazione-fitch/ - l’Agenzia di rating Internazionale che alza il “punteggio” di Roma da negativo a stabile. In soli due anni.
domenica 15 giugno 2014
M5S: da movimento moderno ad antico partito
Mi ha colpito molto come i Cinque Stelle si stiano impaurendo e non poco in questi giorni, diciamo da dopo le elezioni europee in poi. Grillo si gasa per aver preso un sindaco su 4000, e adesso vuole fare l'amicone con Renzi. Farage si è dimostrato per quello che era, ed adesso che accadrà ai pentastellati? Non saprei, ma per me è già tanto che siano arrivati a dividersi in correnti, ed a litigarsi su delle cretinate al loro interno. Mi aspetto qualche convegno, anche se le riunioni negli agriturismi segrete stile DC già ci sono state.
lunedì 31 marzo 2014
Renzi è troppo alto per essere un dittatore!
Rodota Grillo e Zagrebelsky hanno paura che Renzi possa prendere una svolta autoritaria, come provò a fare Berlusconi varie volte, sempre attraverso vie diplomatiche e legali.
Ma Renzi non potrà mai diventare un dittatore!
Vi spiego perché: sì, certo, le facce buffe le fa, e ha anche una buona dose di egocentrismo e superbia in sé, però molte cose in lui non vanno.
Anzitutto è troppo alto. Da quello che ho letto è alto all'incirca 1.85, mentre Mussolini e Berlusconi non arrivavano al metro e settanta. Hitler arrivava al metro e settantré mentre ritengo inutile ricordare l'altezza di Napoleone.
Chi invece è più basso del metro e settanta (una sorta di "soglia di sbarramento" per avere i requisiti fisici per essere dittatore) è proprio lui, l'immenso Beppe Grillo, che ha già svelato le sue intenzioni manifestando la volontà di una "dittatura sobria".
Ok, con questo articolo ho fatto un assist clamoroso a tutti coloro che avvicinano Grillo ad Hitler. Contattatemi in privato che vi scrivo l'IBAN.
Insomma, non parlate a vanvera, Renzi non può essere dittatore, facciamocene una ragione!
Ma Renzi non potrà mai diventare un dittatore!
Vi spiego perché: sì, certo, le facce buffe le fa, e ha anche una buona dose di egocentrismo e superbia in sé, però molte cose in lui non vanno.
Anzitutto è troppo alto. Da quello che ho letto è alto all'incirca 1.85, mentre Mussolini e Berlusconi non arrivavano al metro e settanta. Hitler arrivava al metro e settantré mentre ritengo inutile ricordare l'altezza di Napoleone.
Chi invece è più basso del metro e settanta (una sorta di "soglia di sbarramento" per avere i requisiti fisici per essere dittatore) è proprio lui, l'immenso Beppe Grillo, che ha già svelato le sue intenzioni manifestando la volontà di una "dittatura sobria".
Ok, con questo articolo ho fatto un assist clamoroso a tutti coloro che avvicinano Grillo ad Hitler. Contattatemi in privato che vi scrivo l'IBAN.
Insomma, non parlate a vanvera, Renzi non può essere dittatore, facciamocene una ragione!
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venerdì 21 marzo 2014
Il treno Renzi
Il treno delle riforme del governo Renzi va spedito, e non si ferma più (neanche per pisciare citando De Gregori). Ieri è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti,
riguardo la riforma del lavoro. Un passo avanti, che smentisce tutti
coloro che vedono in Renzi il solito politico vecchia maniera, che
promette tanto ma non conclude niente. Sembrerebbe dunque ormai avviato il progetto di cambiamento voluto dall’ex sindaco di Firenze, e sembra davvero non avere ostacoli. Di qualche giorno fa è infatti la notizia dell’interdizione dai pubblici uffici per due anni a Silvio Berlusconi confermata dalla cassazione. Questo vuol dire una cosa sola, ma molto importante: probabilmente per i prossimi due anni non si andrà a votare. Gli ultimi sondaggi sono significativi: senza il nome di Berlusconi sul logo, Forza Italia rischia si scendere addirittura sotto il 20%.
Per questo motivo i forzisti si sono subito messi all’opera per
convincere qualche figlio dell’ex cavaliere a candidarsi elle europee.
La conseguenza politicamente più importante in tutto ciò è che Renzi ha la strada completamente spianata,
e gli ostacoli dell’opposizione via via saranno sempre di meno. Non
conviene a nessuno andare alle elezioni adesso, se non al Movimento
Cinque Stelle, che però comincia ad avere sempre meno peso nelle aule
del parlamento (non che prima ne avesse avuto molto di più). Nei sondaggi invece i pentastellati crescono di qualche punto percentuale,
ma il PD (da tempo confluito nel PSE di Martin Schulz) rimane sempre il
primo partito in vista delle elezioni europee. Come già detto Forza Italia è in netto calo, ma nelle intenzioni di voto per le politiche, sondate da Ixè per Agorà, il centrodestra ancora se la batte con il centrosinistra. Già in precedenza l’opposizione di Forza Italia era stata un’opposizione piuttosto blanda,
a maggior ragione ora che andare alle elezioni è tassativamente
proibito, i parlamentari Forza Italia porranno sempre minore resistenza.
Renzi in questo modo può velocemente procedere in primis con
l’abolizione del Senato, e poi con le altre riforme. Nel caos generale,
lo scenario che improbabilmente potrebbe delinearsi è quello di un’uscita di Alfano dalla maggioranza, che potrebbe avere paradossalmente una voglia improvvisa di elezioni per racimolare i voti persi da Forza Italia. Se non ora quando? Nei social invece cresce la popolarità di Matteo Renzi,
che riceve sempre più “mi piace” su Facebook e sempre più follower su
Twitter. Non quanti ne ha Grillo, che però da più tempo vegeta su
internet, e di internet vive. Grillo che però sembra avere sempre meno seguito in rete, ed è molto grave per qualcuno che, come già detto, deve la sua popolarità quasi tutta alla rete ultimamente.
Chi di internet ferisce, di internet perisce, verrebbe da dire.
Federico Sconocchia Pisoni - @fedescony
Chi di internet ferisce, di internet perisce, verrebbe da dire.
Federico Sconocchia Pisoni - @fedescony
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martedì 11 marzo 2014
L'insostenibile leggerezza dell'accordo sull'Italicum. Il PD sfida il PD.
E’ sempre più sottile il filo
che collega Forza Italia ed il Partito Democratico sulla legge elettorale. Di
fatti oggi sulla votazione per le preferenze (emendamento La Russa) sui 360
potenziali “no”, ce ne sono stati soltanto 299, dunque 61 in meno fra persone
assenti e “franchi tiratori”.
Dunque la situazione diventa
sempre più rischiosa, se Forza Italia e PD fino a qualche settimana fa
sembravano certi del buon esito della legge elettorale, ora sono un po’ più
preoccupati. Più preoccupato fra i due partiti è il PD, che si è sempre vantato
di essere un partito con tanta, forse troppa, democrazia interna, ma che in
questi giorni sembra stare perdendo questa buona tradizione. Un PD che spesso
nella sua storia ha visto al proprio interno franchi tiratori (basti ricordare
le ultime votazioni per il presidente della Repubblica, il famoso “caso Prodi”),
e continua a vederne, come in un incubo senza fine.
In questi giorni infatti il PD
è più fragile che mai dalla caduta del governo Prodi nel 2008. Sempre riguardo
la legge elettorale, in particolare sulla parità di genere, ci sono stati altri
contrasti all’interno del partito, tant'è che Renzi ha chiesto di fare un uso
minore del voto segreto. Si vocifera che ci sia stato un significativo faccia a
faccia fra Rosy Bindi e Matteo Renzi, con una Bindi perlomeno stizzita dal
comportamento del proprio segretario. Cresce la paura nell’ex sindaco di vedere
sfumare l’accordo sulla legge elettorale, tanto demonizzata dal parlamento, ma
che segnerebbe il primo passo del governo Renzi, il primo passo importante.
Premier che ha chiarito subito “Chi
non vota la legge elettorale, lo vada a spiegare al paese”, come se ciò
costituisse davvero una minaccia per i parlamentari.
Il segretario dei democratici
si è però detto favorevole all’alternanza di genere nelle liste del PD,
scrivendo su Facebook che sempre nella sua carriera ha dimostrato di voler
mantenere la parità di genere (non ultima la squadra di governo, composta da
otto ministri uomini ed otto donne).
Anche riguardo le soglie di
sbarramento sono venuti a mancare 101 voti potenziali. Centouno, come i già
citati franchi tiratori di Romano Prodi. Coincidenze che tornano. E per soli trentacinque
voti non è stato promosso l’emendamento sulle preferenze, mal viste da Silvio
Berlusconi. Come già accaduto nella storia della sinistra italiana, bisogna più
guardarsi dagli amici che dai nemici.
Riguardo questa considerazione
non può non venire in mente Pippo Civati, secondo fra gli sconfitti nella corsa
elettorale alla segreteria del partito. Civati teme che con l’accordo con
Silvio Berlusconi il PD possa scomparire. Di fatti il PD sta votando contro il
suo stesso programma, aggiunge, ed è esterrefatto dalla situazione che si è
creata intorno al conflitto d’interesse. E’ di poco fa la notizia per cui la
Moretti ha dichiarato “Ci hanno fatto votare contro il conflitto di interessi”.
Inutile ricordare quante battaglie il PD, o quel che c’era prima, ha fatto per
il conflitto di interessi. Anche Di Battista sembra scongiurare il PD, con
parole che sembrano meno cruente del solito ma più supplichevoli, di uccidere
una volta per tutte politicamente Silvio Berlusconi, preghiera che non sembra
essere ascoltata dai democratici fedeli al neo-premier.
Insomma, PD o non PD? Questo è
il solito dilemma.
Federico Sconocchia Pisoni - @fedescony
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sabato 1 marzo 2014
Quando il sogno si trasforma in incubo. Ascesa e declino del Movimento Cinque Stelle.
Lunedì 25 Febbraio 2013: il Movimento Cinque Stelle contro ogni aspettativa, prende 8 797 902 voti (che corrisposero al 25,9 %) alle elezioni, attestandosi come terzo partito (pardon, movimento), italiano, sbaragliando la concorrenza di vecchie glorie (Di Pietro, Fini -che non sono neanche entrati in parlamento-e Casini) e superando nettamente nuovi presunti protagonisti della scena politica italiana (Oscar Giannino, Antonio Ingroia).
Quasi nove milioni di Italiani si affidano nelle mani di Beppe Grillo. Immediatamente si inizia al grido di "tutti a casa", negando qualsiasi accordo con qualsiasi partito, obbligando Bersani a dimettersi dall'incarico di formare un nuovo governo. Il governo alla fine nascerà, e sarà quello di Letta, che sopravviverà anche alla scissione del PdL.
In questi mesi molte cose avrebbe potuto fare il Movimento Cinque Stelle, e molte ne ha fatte. In primis, mi preme ricordarlo, i proprio parlamentari si sono diminuiti lo stipendio -e di parecchio- a favore delle piccole imprese (creando un conto apposito per le PMI). Inoltre c'è da dire che hanno rinunciato anche ai rimborsi elettorali (onore a loro solo per la coerenza, a mio parere i rimborsi elettorali sono la linfa di una democrazia, se concessi nella giusta maniera)
Ma forse le cose più importanti non le ha fatte, né le potrà fare (o meglio, vorrà fare). Durante questi mesi si sono arroccati nelle loro posizioni, evitando di fare accordi anche su riforme che rientravano nei loro interessi, a partire dalla legge elettorale.
La cosa che più ha colpito l'opinione pubblica, e potrebbe essere la rovina del Movimento, è la scarsa dose di democrazia interna. Emblematica è la vicenda dei parlamentari espulsi per aver osato dire qualcosa in merito all'incontro streaming Renzi-Grillo (prese di posizione anche piuttosto leggere). Costoro sono stati giudicati come cospiratori interni al partito, serpi in seno e via dicendo.
E' stato detto di essere sempre stati contro le decisioni del Movimento. Ma se così fosse stato, perché uno dei quattro (Orellana) fu addirittura presentato alle elezioni per la presidenza del senato?
La fuoriuscita di questi quattro senatori (più altri sei che se ne sono andati per protesta) potrebbe creare un nuovo gruppo al senato, che eventualmente appoggerebbe il governo presieduto da Matteo Renzi. In questo gruppo misto potrebbero entrarci anche i civatiani poco convinti dall'ex sindaco di Firenze, SEL e gli altri espulsi da Grillo nei mesi precedenti. Ma chi è che ci perde in tutto ciò? In primis M5S, ovviamente, ma il vero perdente potrebbe risultare Angelino Alfano e il suo Nuovo Centro Destra. Nell'eventualità che si possa creare un nuovo gruppo misto che entri nella maggioranza, il peso specifico di NCD potrebbe diminuire, e dunque si troverebbe costretto o ad accettare qualsiasi proposta di legge (compresa la temibile patrimoniale) pur di restare nella maggioranza, oppure recitare la parte del figliol prodigo e tornare all'opposizione con Silvio Berlusconi.
Una cosa è certa: sono stati smentiti tutti coloro i quali avevano criticato l'ascesa di Renzi a palazzo Chigi a discapito di Letta, sostenendo che nulla in sostanza sarebbe cambiato.
Certo, probabilmente tutto ciò che è scoppiato adesso era già in nuce da qualche settimana, ma è evidente che il cambiamento apportato da Renzi si sia fatto sentire. Eccome.
Cosa ci prospetterà il futuro?
Federico Sconocchia Pisoni
Quasi nove milioni di Italiani si affidano nelle mani di Beppe Grillo. Immediatamente si inizia al grido di "tutti a casa", negando qualsiasi accordo con qualsiasi partito, obbligando Bersani a dimettersi dall'incarico di formare un nuovo governo. Il governo alla fine nascerà, e sarà quello di Letta, che sopravviverà anche alla scissione del PdL.
In questi mesi molte cose avrebbe potuto fare il Movimento Cinque Stelle, e molte ne ha fatte. In primis, mi preme ricordarlo, i proprio parlamentari si sono diminuiti lo stipendio -e di parecchio- a favore delle piccole imprese (creando un conto apposito per le PMI). Inoltre c'è da dire che hanno rinunciato anche ai rimborsi elettorali (onore a loro solo per la coerenza, a mio parere i rimborsi elettorali sono la linfa di una democrazia, se concessi nella giusta maniera)
Ma forse le cose più importanti non le ha fatte, né le potrà fare (o meglio, vorrà fare). Durante questi mesi si sono arroccati nelle loro posizioni, evitando di fare accordi anche su riforme che rientravano nei loro interessi, a partire dalla legge elettorale.
La cosa che più ha colpito l'opinione pubblica, e potrebbe essere la rovina del Movimento, è la scarsa dose di democrazia interna. Emblematica è la vicenda dei parlamentari espulsi per aver osato dire qualcosa in merito all'incontro streaming Renzi-Grillo (prese di posizione anche piuttosto leggere). Costoro sono stati giudicati come cospiratori interni al partito, serpi in seno e via dicendo.
E' stato detto di essere sempre stati contro le decisioni del Movimento. Ma se così fosse stato, perché uno dei quattro (Orellana) fu addirittura presentato alle elezioni per la presidenza del senato?
Nuovi scenari nella maggioranza
La fuoriuscita di questi quattro senatori (più altri sei che se ne sono andati per protesta) potrebbe creare un nuovo gruppo al senato, che eventualmente appoggerebbe il governo presieduto da Matteo Renzi. In questo gruppo misto potrebbero entrarci anche i civatiani poco convinti dall'ex sindaco di Firenze, SEL e gli altri espulsi da Grillo nei mesi precedenti. Ma chi è che ci perde in tutto ciò? In primis M5S, ovviamente, ma il vero perdente potrebbe risultare Angelino Alfano e il suo Nuovo Centro Destra. Nell'eventualità che si possa creare un nuovo gruppo misto che entri nella maggioranza, il peso specifico di NCD potrebbe diminuire, e dunque si troverebbe costretto o ad accettare qualsiasi proposta di legge (compresa la temibile patrimoniale) pur di restare nella maggioranza, oppure recitare la parte del figliol prodigo e tornare all'opposizione con Silvio Berlusconi.
Una cosa è certa: sono stati smentiti tutti coloro i quali avevano criticato l'ascesa di Renzi a palazzo Chigi a discapito di Letta, sostenendo che nulla in sostanza sarebbe cambiato.
Certo, probabilmente tutto ciò che è scoppiato adesso era già in nuce da qualche settimana, ma è evidente che il cambiamento apportato da Renzi si sia fatto sentire. Eccome.
Cosa ci prospetterà il futuro?
Federico Sconocchia Pisoni
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mercoledì 26 febbraio 2014
Finalmente Premier
E' fatta: Matteo Renzi è diventato Presidente del Consiglio dei Ministri. Prima di tutto, vorrei ricordare un po' di numeri e date sul personaggio.
Nato a Firenze nel 1975, nel 1999 diventa segretario provinciale del Partito Popolare Italiano, a 24 anni. Nel 2004 diventa presidente della provincia di Firenze, a 29 anni. Nel 2009 diventa sindaco di Firenze, a 34 anni, nel 2013 segretario del Partito Democratico, e nel 2014, il più giovane premier d'Italia, a 39 anni.
La giornata di ieri non è stata facile per Matteo Renzi, che ha dovuto ripetere il discorso per la fiducia alla camera, tenendo conto delle accortezze, suggeritegli sotto forma di aspre critiche, dalle opposizioni, ma anche dalla maggioranza. La disinvoltura del personaggio non è piaciuta al palazzo, alla casta, ma neanche ai giornali, che hanno marcato l'accento sulla mano in tasca, o su altri atteggiamenti poco convenzionali. Ma lui non poteva certo esprimersi come si esprimevano altri premier del passato. Già è tanto che sia arrivato fino a lì in quel modo, ora non può tradirsi subito improvvisamente dopo che per anni si è considerato il "rottamatore".
Durante il discorso (che ha fatto a braccio, senza nulla o ben poco di scritto), non si è riservato di fare battute sul Movimento Cinque Stelle, ma ha anche voluto aprire ai pentastellati, con lo scambio di bigliettini fatto con Di Maio, in cui, sostanzialmente, Renzi cercava ancora una volta di aprire una porta, di costruire un ponte con i grillini, i quali però non hanno, ovviamente, accettato. E anzi, come c'era da aspettarsi (e come sapeva benissimo Renzi) hanno pubblicato tutto online.
Ancora una volta hanno fatto il gioco del segretario democratico, che è passato ai più come colui che effettivamente vuole fare quelle riforme fondamentali per il paese con l'aiuto di tutti, non solo di Berlusconi, e tenendo conto delle critiche di tutti. Ma allo stesso tempo fa passare il messaggio che è impossibile fare ciò per l'arroccamento ingiustificato dei grillini che non si capisce bene a che gioco stiano giocando.
Ovvero, si capisce alla perfezione il loro gioco, spingere fino alla disperazione il paese per poter governare, ma credo (anzi, spero) che con Renzi ciò non potrà accadere. Perché checché se ne dica, Renzi rimane sempre il rottamatore, o meglio, colui che si pone contro il palazzo, contro la lentezza della politica, e da sindaco vuole, e deve, aiutare la gente. Il lavoro sarà arduo, ma se si comporterà come si è sempre comportato, se non finirà questa sua spinta propulsiva verso il cambiamento, be', probabilmente nei prossimi anni assisteremo ad un ennesimo ventennio di protagonismo.
Non so dirvi se sarà positivo o meno, o almeno, quanti lo reputeranno positivo e quanti no (salvo che appunto accada, ovviamente), ma c'è un'alta probabilità che la storia vada verso quella direzione.
Nella giornata di ieri molti commentatori hanno detto che i veri protagonisti sono stati Bersani e Letta, i due sconfitti, applauditi dal palazzo (soprattutto Bersani, ma non perché riconosciuto in quanto "casta", piuttosto credo per il fatto di essere tornato dopo il preoccupante intervento a cui si è dovuto sottoporre al cervello). Altri si sono lamentati con Renzi per aver parlato troppo ai telespettatori a casa e poco ai deputati lì presenti (come era successo nel discorso al senato), ed è vero, ma è proprio quello che voleva fare il fiorentino.
A Ballarò ieri sera, Floris intervistando Renzi, ha chiesto al neo-premier se ci si sarebbe più fidati della sua persona, dopo la vicenda degli hashtag "#enricostaisereno" et similia. Renzi si è detto certo che nel futuro prossimo verrà resa nota la storia che ha portato lui a diventare premier, perché, afferma, qualcuno ha spinto sull'acceleratore affinché destituisse Letta e diventasse premier. Non so se essere particolarmente preoccupato da questo fatto o prenderla più alla leggera, perché letta in questa maniera potrebbe davvero significare di tutto. Potrebbe avere ragione Grillo riguardo le lobby al potere (e questo si collegherebbe all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, che in america un po' di problemi collegati alle lobby di potere li sta portando), come potrebbe essere semplicemente un atto di responsabilità visto lo stallo del governo, che non riusciva più a fare nulla. Ma probabilmente la verità è un'altra: in questo momento sono parecchio preoccupato, perché forse in questi giorni più che mai si stanno decidendo le sorti di questo paese, riguardo varie tematiche, politica, potere, europa. Ricordo che se Renzi fallirà in questa sua esperienza, probabilmente non ci saranno più ostacoli non solo per i cinque stelle, ma anche e soprattutto per l'anti-europeismo. E se i legami con l'Europa diverranno sempre più fragili -o peggio porteranno ad una clamorosa, quanto credo improbabile, uscita dalla zona euro- allora saranno veramente guai. Questo potrebbe essere il vero motivo per cui Renzi ha spinto l'acceleratore, evitare cioè che il 25 maggio le forze anti-europeiste dilaghino. Purtroppo nessuno di noi ha la palla di vetro, e tocca stare alla finestra ad aspettare che il tempo ci porti informazioni sul passato.
Ma forse sarà troppo tardi.
Federico Sconocchia Pisoni.
Nato a Firenze nel 1975, nel 1999 diventa segretario provinciale del Partito Popolare Italiano, a 24 anni. Nel 2004 diventa presidente della provincia di Firenze, a 29 anni. Nel 2009 diventa sindaco di Firenze, a 34 anni, nel 2013 segretario del Partito Democratico, e nel 2014, il più giovane premier d'Italia, a 39 anni.
La giornata di ieri non è stata facile per Matteo Renzi, che ha dovuto ripetere il discorso per la fiducia alla camera, tenendo conto delle accortezze, suggeritegli sotto forma di aspre critiche, dalle opposizioni, ma anche dalla maggioranza. La disinvoltura del personaggio non è piaciuta al palazzo, alla casta, ma neanche ai giornali, che hanno marcato l'accento sulla mano in tasca, o su altri atteggiamenti poco convenzionali. Ma lui non poteva certo esprimersi come si esprimevano altri premier del passato. Già è tanto che sia arrivato fino a lì in quel modo, ora non può tradirsi subito improvvisamente dopo che per anni si è considerato il "rottamatore".
Durante il discorso (che ha fatto a braccio, senza nulla o ben poco di scritto), non si è riservato di fare battute sul Movimento Cinque Stelle, ma ha anche voluto aprire ai pentastellati, con lo scambio di bigliettini fatto con Di Maio, in cui, sostanzialmente, Renzi cercava ancora una volta di aprire una porta, di costruire un ponte con i grillini, i quali però non hanno, ovviamente, accettato. E anzi, come c'era da aspettarsi (e come sapeva benissimo Renzi) hanno pubblicato tutto online.
Ancora una volta hanno fatto il gioco del segretario democratico, che è passato ai più come colui che effettivamente vuole fare quelle riforme fondamentali per il paese con l'aiuto di tutti, non solo di Berlusconi, e tenendo conto delle critiche di tutti. Ma allo stesso tempo fa passare il messaggio che è impossibile fare ciò per l'arroccamento ingiustificato dei grillini che non si capisce bene a che gioco stiano giocando.
Ovvero, si capisce alla perfezione il loro gioco, spingere fino alla disperazione il paese per poter governare, ma credo (anzi, spero) che con Renzi ciò non potrà accadere. Perché checché se ne dica, Renzi rimane sempre il rottamatore, o meglio, colui che si pone contro il palazzo, contro la lentezza della politica, e da sindaco vuole, e deve, aiutare la gente. Il lavoro sarà arduo, ma se si comporterà come si è sempre comportato, se non finirà questa sua spinta propulsiva verso il cambiamento, be', probabilmente nei prossimi anni assisteremo ad un ennesimo ventennio di protagonismo.
Non so dirvi se sarà positivo o meno, o almeno, quanti lo reputeranno positivo e quanti no (salvo che appunto accada, ovviamente), ma c'è un'alta probabilità che la storia vada verso quella direzione.
Nella giornata di ieri molti commentatori hanno detto che i veri protagonisti sono stati Bersani e Letta, i due sconfitti, applauditi dal palazzo (soprattutto Bersani, ma non perché riconosciuto in quanto "casta", piuttosto credo per il fatto di essere tornato dopo il preoccupante intervento a cui si è dovuto sottoporre al cervello). Altri si sono lamentati con Renzi per aver parlato troppo ai telespettatori a casa e poco ai deputati lì presenti (come era successo nel discorso al senato), ed è vero, ma è proprio quello che voleva fare il fiorentino.
A Ballarò ieri sera, Floris intervistando Renzi, ha chiesto al neo-premier se ci si sarebbe più fidati della sua persona, dopo la vicenda degli hashtag "#enricostaisereno" et similia. Renzi si è detto certo che nel futuro prossimo verrà resa nota la storia che ha portato lui a diventare premier, perché, afferma, qualcuno ha spinto sull'acceleratore affinché destituisse Letta e diventasse premier. Non so se essere particolarmente preoccupato da questo fatto o prenderla più alla leggera, perché letta in questa maniera potrebbe davvero significare di tutto. Potrebbe avere ragione Grillo riguardo le lobby al potere (e questo si collegherebbe all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, che in america un po' di problemi collegati alle lobby di potere li sta portando), come potrebbe essere semplicemente un atto di responsabilità visto lo stallo del governo, che non riusciva più a fare nulla. Ma probabilmente la verità è un'altra: in questo momento sono parecchio preoccupato, perché forse in questi giorni più che mai si stanno decidendo le sorti di questo paese, riguardo varie tematiche, politica, potere, europa. Ricordo che se Renzi fallirà in questa sua esperienza, probabilmente non ci saranno più ostacoli non solo per i cinque stelle, ma anche e soprattutto per l'anti-europeismo. E se i legami con l'Europa diverranno sempre più fragili -o peggio porteranno ad una clamorosa, quanto credo improbabile, uscita dalla zona euro- allora saranno veramente guai. Questo potrebbe essere il vero motivo per cui Renzi ha spinto l'acceleratore, evitare cioè che il 25 maggio le forze anti-europeiste dilaghino. Purtroppo nessuno di noi ha la palla di vetro, e tocca stare alla finestra ad aspettare che il tempo ci porti informazioni sul passato.
Ma forse sarà troppo tardi.
Federico Sconocchia Pisoni.
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martedì 25 febbraio 2014
La fiducina Renzi
Renzi ieri ha incassato la fiducia. Più che fiducia, fiducina. 169 sì contro 139 no. Letta, dopo l'uscita dalla maggioranza di Forza Italia, aveva avuto quattro voti in più.
Ma Renzi è fiducioso, e pronto:
questo il suo ultimo tweet.
Quello che doveva chiarire, lo ha chiarito subito nel suo discorso. Non è andato alle elezioni, dice, perché con la legge elettorale formulata dalla corte costituzionale, si sarebbe tornati ad una situazione di stallo, e ciò non era ammissibile in una situazione drammatica come la nostra. Renzi risponde anche ai Cinque Stelle, dicendo loro che il PD non si è mai tirato indietro quando ci sono state le elezioni, e anzi, come dimostrano le ultime regionali, spesso le ha vinte.
Già da qui si intuisce che non è stato un discorso "istituzionale", bensì si avvicinava più ad un comizio elettorale. Come al solito ha attaccato i grillini, ma ha attaccato anche il "palazzo", che lui ha sempre combattuto (sebbene ora per lui sia più difficile attaccare un'istituzione di cui fa parte).
Il secondo punto del suo programma tocca l'Europa.
Renzi auspica che in un futuro prossimo l'Italia sia a capo politicamente dell'Europa. E' sempre più evidente che sia ormai un comizio elettorale. Spesso si scaglia contro i suoi avversari politici, il Movimento Cinque Stelle, prendendo posizioni esattamente all'opposto di quelle prese dai grillini, e spesso li prende anche in giro. E' vero, lui ora è "passato dall'altra parte" ma è l'unico che ha avuto il coraggio di sporcarsi le mani, mentre i grillini hanno avuto paura.
Più che chiedere la fiducia, ha elencato punto per punto le cose che vuole fare, quasi non tenendo conto della maggioranza che ha. A dire la verità, un po' ne ha dovuto tener conto, per esempio sulla giustizia, dove è stato piuttosto vago. Ha parlato molto da sindaco, dei problemi della giustizia che più toccano la gente da vicino, citando molti esempi concreti, come è nel suo stile, ma non è andato al nocciolo della questione.
Perché sì, agli occhi della gente sembra che il suo governo sia più una sorta di consiglio comunale, dove i ministri diventano assessori, ma la linea la decide sostanzialmente e soltanto il leader, il sindaco, il premier. Non possiamo sapere quanto possa essere efficace questo metodo, forse potrebbe funzionare, forse no, ma è chiaro che abbia scelto delle persone alquanto anonime, e quasi prive di personalità (o almeno con molta meno personalità rispetto ai ministri del recente passato). Viene da pensare che le abbia scelte quasi come prestanome.
Ha toccato poi molti altri temi, che direttamente od indirettamente già sappiamo, quali scuola, riforme, pubblica amministrazione (vuole fissare un tempo determinato per i dirigenti nella PA). Sostanzialmente non ha aggiunto molto di nuovo.
Quello che mi viene da dire, è che nel suo discorso-comizio, non ha mai strizzato l'occhio al Senato, ha fatto capire chiaramente che le cose che ha deciso di fare le farà e basta, senza mezzi termini, e qualora gli venisse impedito, saranno loro a vedersela con gli italiani. E' ovvio pensare che Renzi voglia passare da martire alla fine di questa sua esperienza. E paradossalmente un suo fallimento potrebbe garantire una vittoria alle prossime elezioni.
Ma anche quando si sbaglia, bisogna sbagliare bene.
Federico Sconocchia Pisoni
P.S.: Ieri a "Speciale Ballarò" Scalfaro ha fatto outing, sostenendo che Renzi ha silurato Letta nel momento in cui stava cominciando a far vedere qualcosa di positivo. Sarà vero? Non sarà vero? Il dubbio sorge, ovviamente, e farebbe di Renzi un politico "vecchio stile".
Ma Renzi è fiducioso, e pronto:
Ok il Senato, adesso la Camera. Poi si inizia a lavorare sul serio.Domani scuole, lavoratori,imprenditori,sindaci a Treviso. #lavoltabuona
questo il suo ultimo tweet.
Quello che doveva chiarire, lo ha chiarito subito nel suo discorso. Non è andato alle elezioni, dice, perché con la legge elettorale formulata dalla corte costituzionale, si sarebbe tornati ad una situazione di stallo, e ciò non era ammissibile in una situazione drammatica come la nostra. Renzi risponde anche ai Cinque Stelle, dicendo loro che il PD non si è mai tirato indietro quando ci sono state le elezioni, e anzi, come dimostrano le ultime regionali, spesso le ha vinte.
Già da qui si intuisce che non è stato un discorso "istituzionale", bensì si avvicinava più ad un comizio elettorale. Come al solito ha attaccato i grillini, ma ha attaccato anche il "palazzo", che lui ha sempre combattuto (sebbene ora per lui sia più difficile attaccare un'istituzione di cui fa parte).
Il secondo punto del suo programma tocca l'Europa.
Nella tradizione europeista sta la parte migliore dell'Italia
Renzi auspica che in un futuro prossimo l'Italia sia a capo politicamente dell'Europa. E' sempre più evidente che sia ormai un comizio elettorale. Spesso si scaglia contro i suoi avversari politici, il Movimento Cinque Stelle, prendendo posizioni esattamente all'opposto di quelle prese dai grillini, e spesso li prende anche in giro. E' vero, lui ora è "passato dall'altra parte" ma è l'unico che ha avuto il coraggio di sporcarsi le mani, mentre i grillini hanno avuto paura.
Più che chiedere la fiducia, ha elencato punto per punto le cose che vuole fare, quasi non tenendo conto della maggioranza che ha. A dire la verità, un po' ne ha dovuto tener conto, per esempio sulla giustizia, dove è stato piuttosto vago. Ha parlato molto da sindaco, dei problemi della giustizia che più toccano la gente da vicino, citando molti esempi concreti, come è nel suo stile, ma non è andato al nocciolo della questione.
Perché sì, agli occhi della gente sembra che il suo governo sia più una sorta di consiglio comunale, dove i ministri diventano assessori, ma la linea la decide sostanzialmente e soltanto il leader, il sindaco, il premier. Non possiamo sapere quanto possa essere efficace questo metodo, forse potrebbe funzionare, forse no, ma è chiaro che abbia scelto delle persone alquanto anonime, e quasi prive di personalità (o almeno con molta meno personalità rispetto ai ministri del recente passato). Viene da pensare che le abbia scelte quasi come prestanome.
Ha toccato poi molti altri temi, che direttamente od indirettamente già sappiamo, quali scuola, riforme, pubblica amministrazione (vuole fissare un tempo determinato per i dirigenti nella PA). Sostanzialmente non ha aggiunto molto di nuovo.
Quello che mi viene da dire, è che nel suo discorso-comizio, non ha mai strizzato l'occhio al Senato, ha fatto capire chiaramente che le cose che ha deciso di fare le farà e basta, senza mezzi termini, e qualora gli venisse impedito, saranno loro a vedersela con gli italiani. E' ovvio pensare che Renzi voglia passare da martire alla fine di questa sua esperienza. E paradossalmente un suo fallimento potrebbe garantire una vittoria alle prossime elezioni.
Ma anche quando si sbaglia, bisogna sbagliare bene.
Federico Sconocchia Pisoni
P.S.: Ieri a "Speciale Ballarò" Scalfaro ha fatto outing, sostenendo che Renzi ha silurato Letta nel momento in cui stava cominciando a far vedere qualcosa di positivo. Sarà vero? Non sarà vero? Il dubbio sorge, ovviamente, e farebbe di Renzi un politico "vecchio stile".
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