Il treno delle riforme del governo Renzi va spedito, e non si ferma più (neanche per pisciare citando De Gregori). Ieri è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti,
riguardo la riforma del lavoro. Un passo avanti, che smentisce tutti
coloro che vedono in Renzi il solito politico vecchia maniera, che
promette tanto ma non conclude niente. Sembrerebbe dunque ormai avviato il progetto di cambiamento voluto dall’ex sindaco di Firenze, e sembra davvero non avere ostacoli. Di qualche giorno fa è infatti la notizia dell’interdizione dai pubblici uffici per due anni a Silvio Berlusconi confermata dalla cassazione. Questo vuol dire una cosa sola, ma molto importante: probabilmente per i prossimi due anni non si andrà a votare. Gli ultimi sondaggi sono significativi: senza il nome di Berlusconi sul logo, Forza Italia rischia si scendere addirittura sotto il 20%.
Per questo motivo i forzisti si sono subito messi all’opera per
convincere qualche figlio dell’ex cavaliere a candidarsi elle europee.
La conseguenza politicamente più importante in tutto ciò è che Renzi ha la strada completamente spianata,
e gli ostacoli dell’opposizione via via saranno sempre di meno. Non
conviene a nessuno andare alle elezioni adesso, se non al Movimento
Cinque Stelle, che però comincia ad avere sempre meno peso nelle aule
del parlamento (non che prima ne avesse avuto molto di più). Nei sondaggi invece i pentastellati crescono di qualche punto percentuale,
ma il PD (da tempo confluito nel PSE di Martin Schulz) rimane sempre il
primo partito in vista delle elezioni europee. Come già detto Forza Italia è in netto calo, ma nelle intenzioni di voto per le politiche, sondate da Ixè per Agorà, il centrodestra ancora se la batte con il centrosinistra. Già in precedenza l’opposizione di Forza Italia era stata un’opposizione piuttosto blanda,
a maggior ragione ora che andare alle elezioni è tassativamente
proibito, i parlamentari Forza Italia porranno sempre minore resistenza.
Renzi in questo modo può velocemente procedere in primis con
l’abolizione del Senato, e poi con le altre riforme. Nel caos generale,
lo scenario che improbabilmente potrebbe delinearsi è quello di un’uscita di Alfano dalla maggioranza, che potrebbe avere paradossalmente una voglia improvvisa di elezioni per racimolare i voti persi da Forza Italia. Se non ora quando? Nei social invece cresce la popolarità di Matteo Renzi,
che riceve sempre più “mi piace” su Facebook e sempre più follower su
Twitter. Non quanti ne ha Grillo, che però da più tempo vegeta su
internet, e di internet vive. Grillo che però sembra avere sempre meno seguito in rete, ed è molto grave per qualcuno che, come già detto, deve la sua popolarità quasi tutta alla rete ultimamente.
Chi di internet ferisce, di internet perisce, verrebbe da dire.
Federico Sconocchia Pisoni - @fedescony
Pensieri e parole di un grande blogger italiano. In futuro. Forse. Blogger?
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venerdì 21 marzo 2014
Il treno Renzi
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lunedì 17 febbraio 2014
Renzi incaricato
Ora è ufficiale: Matteo Renzi è
stato incaricato dal Presidente della Repubblica per formare un nuovo governo.
Dopo un colloquio durato poco più di mezz'ora, ha parlato alla stampa
delineando un'agenda molto precisa per i prossimi mesi. Oggi incontrerà i presidenti
di camera e senato, poi andrà a Firenze per sbrigare pratiche amministrative,
ed infine tornerà a Roma stasera. Domani inizieranno le consultazioni formali.
Renzi prevede entro il mese di febbraio un lavoro urgente sulle riforme
costituzionali ed elettorali, a Marzo la riforma del lavoro, ad aprile la
riforma della pubblica amministrazione, e a maggio il fisco.
Quello che mi sento di dire è che posso
apprezzare lo sforzo di essersi messo in gioco. Indubbiamente deve spiegare
questa sua incoerenza (inutile ribadire che più volte ha detto di non voler
togliere l'incarico a Letta, per sintetizzare ricordo soltanto l'hashtag
#enricostaisereno) e probabilmente, con questa scelta, ha perso tanti voti. Ha
assunto un comportamento da vecchia politica, che forse, oggi come oggi, è un po'
demodè.
Ha
delineato un'agenda molto puntuale, che se riuscirà ad attuare potrà volgere a
suo favore nelle
prossime elezioni. Il guaio è che probabilmente con questa maggioranza sarà
difficile fare ciò che vuole fare, Alfano ancora non si capisce cosa voglia
trarre da questa situazione, e come al solito ci sono le solite rotture all'interno del PD.
Non è fuori di discussione il fatto che possa
aver bruciato la sua figura politica con questa scelta.
MOVIMENTO CINQUE STELLE
Al
contrario dei M5S, Matteo Renzi si è buttato dentro, lui dice per il bene del
paese (sono scettico, ma magari lui ci crede davvero, dipende tutto da quello
che farà nei prossimi mesi) cosa che, appunto, i cinque stelle non hanno fatto,
preferendo la coerenza.
E
in tutto ciò, cosa ne pensano gli italiani?
Non
scordiamoci che probabilmente in questi momenti di crisi politica (ed
economica) che ricordano molto gli inizi degli anni '90, il paese vuole un uomo
che risolva i problemi, sebbene sia incoerente. Diciamo che in questi ultimi
anni abbiamo avuto ampia dimostrazione di ciò.
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domenica 16 febbraio 2014
Il "golpe" Renzi?
"Golpe!"
Questo è il termine più usato-ed abusato- in questi giorni (soprattutto dal M5S), riferito all'ascesa di Matteo Renzi, sindaco di Firenze e segretario del PD, a palazzo Chigi.
Ho sentito tante volte dire questa parola: "golpe". Questa volta ho preso il coraggio a due mani e sono andato a cercare sul vocabolario il significato di questo termine (sì, uso ancora i vocabolari).
Gòlpe: [letteralmente "colpo", sottinteso De Estado (di stato)] Colpo di stato, specialmente quando sia attuato dagli alti ufficiali delle Forze Armate in un paese dell'America Latina.
Ecco, siamo diventati sudamericani e neanche ce ne eravamo accorti. Hasta la vista!
A parte gli scherzi, per golpe di stato si intende, per l'appunto, un colpo di stato, ovvero quando in un paese si insedia un governo illegalmente.
Era ovvio che qualcuno avesse gridato al "golpe" in questi giorni; e se qualcuno ha usato tale termine soltanto per enfatizzare lo stato attuale delle cose, molti altri seguendo tale scia, hanno creduto che veramente ci fosse in atto un colpo di stato mascherato.
Dopo tutta questa riflessione mi è venuto in mente di ripetere qualcosa di banale, qualcosa che già altri hanno detto nelle ultime ore. So che a qualche movimento ciò possa non piacere, ma non siamo in una democrazia diretta, ma parlamentare, dunque non è il popolo che decide chi è il Presidente del Consiglio, ma le camere (composte da senatori e deputati). Quelli sì, eletti dal popolo.
Volendo esagerare a mia volta, in maniera paradossale si può affermare che il vero colpo di stato ci sarebbe stato se il popolo avesse eletto direttamente il Presidente del Consiglio.
Però queste voci, io posso comprenderle. Già una volta era successa una cosa simile, protagonista l'acerrimo nemico di Renzi, Massimo d'Alema, nel 1998.
E la situazione è simile. Un compagno di partito ha progettato di far cadere il governo del suo stesso partito per avere, detto grossolanamente, potere.
Un'unica differenza però. All'epoca non c'era il "governo delle larghe intese". Dunque, a mio avviso, la situazione era più grave, perché nel 1998 non c'era il minimo bisogno di far cadere il Governo Prodi I. Ma questa è tutta un'altra storia...
Inoltre queste sono supposizioni. E' legittimo pensare che Renzi abbia voluto questa "svolta" perché pensa di poter aiutare veramente il paese.
Le spiegazioni della "staffetta"
Sì, è vero, questo passaggio, questa "staffetta", potrebbe sembrare qualcosa di losco, e ad alcuni può far paura anche.
Personalmente non approvo questa situazione, e pur non ritenendomi elettore PD, ritengo che sia stata una mossa avventata quella di Renzi, forse era meglio passare per le urne... o forse no?
Infatti i sondaggi dicevano che se si fosse andati alle elezioni, non sarebbe stato il partito di Renzi a vincere, ma la compagine di destra, guidata dal leader- non leader Silvio Berlusconi.
L'unica spiegazione che si può dare, dunque, è che Renzi voglia andare alle prossime elezioni (2014? 2015? 2016? 2017? 2018?) con qualcosa in mano, facendo vedere che lui è la persona che effettivamente può cambiare le cose in questo paese.
Inoltre c'è chi sostiene che abbia deciso ora, proprio ora, di far cadere il governo ed insediarcisi, per poter presiedere alla presidenza del consiglio Europeo (ricordo che la presidenza -citando Wikipedia-:
consiste nella responsabilità di gestire e coordinare il funzionamento del Consiglio dell'Unione europea nelle sue varie formazioni. Tale carica ruota ogni sei mesi tra i diversi stati membri dell'Unione europea e non è ricoperta da una singola persona, ma è esercitata dall'intero governo del Paese che detiene la presidenza di turno).
Forse perché mosso da un vivo desiderio di cambiare l'Europa? Di uscire definitivamente dalla morsa ideologica (e fallimentare) dell'austerity?
Il tempo darà le sue risposte, per ora la situazione è troppo confusa. Speriamo solo che non venga a Roma in treno come fece Mussolini. Sarebbe un assist troppo grande per i "complottisti"
Federico Sconocchia Pisoni
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